Besnate (VA) - Lagozza

Country/Area

Community

Besnate (VA)

Place name

Lagozza

Type of site

Pile Dwelling Site (PD / S3)

Last edited by

admin

Last update

Thu, 02/19/2015 - 17:16

Responsible for site

Dott.ssa Maria Giuseppina Ruggiero
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Via De Amicis 11
20123 MILANO
Tel: 02-89400555/216
e-mail: mariagiuseppina.ruggiero@beniculturali.it

Administrative contact

Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia Via Edmondo De Amicis, 11 I - 20123 Milano
Extension (ha): 
1,63
Height above sea level (m): 
274,00

Map of pile dwelling sites

Dating text

Several radiocarbon dates are available: R338: 4980± 50 BP (3910-3690 BC cal 1σ); R 337:4805±50BP (3650-3520 BC cal 1σ); Pi-34:4794 ±90 BP (3660-3380BC cal 1σ); R-78:4735±50 BP (3640-3380 BC cal 1σ); R-78A: 4580±50 BP (3500-3120 BC cal 1σ). / Sono disponibili le seguenti datazioni 14C: R338: 4980± 50 BP (3910-3690 BC cal 1σ); R 337:4805±50BP (3650-3520 BC cal 1σ); Pi-34:4794 ±90 BP (3660-3380BC cal 1σ); R-78:4735±50 BP (3640-3380 BC cal 1σ); R-78A: 4580±50 BP (3500-3120 BC cal 1σ).

Description

The Lagozza basin is situated about one kilometre from the village of Besnate and occupies 3,200 square metres. It is currently drained. The first finds, made in 1875 when peat was extracted by Carlo Ottavio Cornaggia Castiglioni, the landowner, consisted of flint artefacts and worked fragments of pottery and wood. In 1880, during the excavations of Regazzoni, P. Castelfranco and F. Sordelli the presence of vertical non-debarked wood piles enabled the location of the pile settlement to be identified. The site appeared to be in an exceptionally good state of preservation; Sordelli found the remains of several species of wheat, barley, flax, acorns, oak, hazelnut and apple seeds. These investigations ended between 1885 and 1890, when peat extraction ceased and the basin was re-flooded for irrigation purposes, following an agricultural land reclamation in 1917. In 1953, Ottavio Cornaggia Castiglioni, in collaboration with the Gruppo Grotte of Milan and by agreement with the Lombardy Archaeological Superintendency, made stratigraphic soundings in the peat bog over an area of 2400 square metres. These surveys made it possible to determine the stratigraphic sequence of the bottom of the basin and, on the basis of the quantity of piles found, to form the hypothesis that the settlement was square and to estimate its size. The vertical piles, between 1 and 2 metres long, had the lower extremities sharpened to a point and had been driven into the lake bed for approximately 70cm; the presence of interconnected planks, and the identification of their means of support, by interlocking, suggests that this settlement stood on raised platforms. Between the piles in the lake bottom were found half-burnt planks, probably resulting from a fire that caused the structure to collapse (CORNAGGIA CASTIGLIONI 1956). In 1967, given the archaeological importance of this site, the basin was given a fixed designation as grassland on which all excavation is prohibited. Late Neolithic; Eneolithic. / Il bacino della Lagozza è situato a circa un chilometro dall’abitato di Besnate e ha un’estensione di 3200 mq. Attualmente è prosciugato. I primi rinvenimenti avvengono nel 1875 in occasione del’estrazione della torba da parte del conte Carlo Ottavio Cornaggia Castiglioni, proprietario dei terreni della Lagozza: manufatti in selce, frammenti di ceramica e legni lavorati. Nel 1880 scavarono I. Regazzoni, P. Castelfranco e F. Sordelli e fu localizzata la palafitta sulla base della presenza di pali lignei non scortecciati conficcati verticalmente. Il deposito si presentava in un eccezionale stato di conservazione; il Sordelli vi rinvenne resti di diverse specie di frumento, di orzo, di lino, di ghiande di quercia, di nocciolo e di semi di mela. Le ricerche si conclusero fra il 1885 e1890, quando terminò l’estrazione della torba; dopodichè l’acqua riempie nuovamente il bacino che fu utilizzato a scopo irriguo a seguito di una bonifica del 1917 per l’agricoltura. Nel 1953, Ottavio Cornaggia Castiglioni, in collaborazione con il Gruppo Grotte di Milano e in accordo con la Soprintendenza Archeologica della Lombardia, su una superficie di 2400 mq condusse sondaggi stratigrafici all’interno della torbiera. I sondaggi permisero di accertare la successione stratigrafica del fondo del bacino e, in base, alla quantità di pali rinvenuti, ipotizzare la forma, quadrangolare, e l’entità dell’insediamento. I pali verticali, lunghi fra 1 e 2 metri, avevano l’estremità inferiore aguzzata ed erano infissi nel fondo del bacino per circa cm 70; la presenza di tavole connesse fra loro, l’individuazione dei metodi di sostegno a incastro suggeriscono l’esistenza di una palafitta su impalcato aereo. Nel fondo lacustre, fra i pali si rinvennero tavole semiarse, probabile risultato di un incendio con crollo della struttura (CORNAGGIA CASTIGLIONI 1956). Nel 1967, data l’importanza archeologica del sito, il bacino venne destinato a prato stabile con proibizione di ogni scavo. Neolitico Recente; Eneolitico.

Bibliography comment

REGAZZONI 1878; CASTELFRANCO 1880; DURANTE PASA, PASA 1956; CORNAGGIA CASTIGLIONI 1956, 1964; GUERRESCHI 1967; BORRELLO 1984; ALLEGRI et alii 1987; GARGANTINI 2000; ODONE 2000; AA.VV. 2001a.