Bodio Lomnago (VA) - Bodio centrale o delle Monete

Country/Area

Community

Bodio Lomnago (VA)

Place name

Bodio centrale o delle Monete

Type of site

UNESCO-World Heritage Site (WH / S1)

Last edited by

admin

Last update

Thu, 02/19/2015 - 17:15

Responsible for site

Dott.ssa Maria Giuseppina Ruggiero
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Via De Amicis 11
20123 MILANO
Tel: 02-89400555/216
e-mail: mariagiuseppina.ruggiero@beniculturali.it

Administrative contact

Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia Via Edmondo De Amicis, 11 I - 20123 Milano
Extension (ha): 
1,67
Height above sea level (m): 
239,00

Map of pile dwelling sites

Dating text

Radiocarbon dates: 3230 ± 40 (Beta-247790) e 3300 ± 50 (Beta-247790) = 17-15th century cal BC (1σ). / Sono disponibili due datazioni radiocarboniche ottenute da pali verticali (224 e 241): 3230 ± 40 (Beta-247790) e 3300 ± 50 (Beta-247790), corrispondenti ai secoli XVII-XV cal BC (1σ).

Description

This site was discovered at the same time as the Isolino site on April 28th, 1863 by Abbot Antonio Stoppani with G. De Mortillet and E. Desor (CASTELFRANCO 1913; PONTI 1896). It was identified about 20 m from the shore opposite the hamlet of Bodio, and 800 m from two other discoveries found in subsequent searches: Desor or del Maresco to the north, and Gaggia-Keller to the South. The most extensive excavations were carried out on one of the Varese pile systems by P.G. Ranchet, I. Regazzoni and B. Quaglia, as well as Major A. Angelucci on behalf of the Museo Archeologico dell’Artiglieria (Turin). Regazzoni reports that “the base is raised like a small hillock strewn with pebbles, and the piles rotate around it, describing a horseshoe shape of diameter about 40 m”. The site is also known as “delle Monete” (“the site of the Coins”), due to the more than three hundred Roman-era coins found (Regazzoni 1878, p.52). More than a century later, in 2005, the Archaeological Superintendency carried out some underwater protection work. Subsequent underwater investigations in 2006 and 2007 helped to define the limit of the piled area of the settlement to 160 x 70 m; several rows of piles were noted as well as several concentrations of ceramic and lithic materials. The finds recovered are mainly attributable to Early Bronze Age; one ceramic fragment may refer to Ancient Neolithic. The wooden remains so far investigated, all vertical piles, were found to be of alder (Alnus sp.) (50%), oak (Quercus sp. sect. Robur) (44%), elm (Ulmus sp.) (3%) and ash (Fraxinus sp.) (3%). Ancient, Middle (VBQ), and Late Neolithic; Eneolithic; Early, Middle and Final Bronze Age. / Questa stazione fu scoperta contemporaneamente all’Isolino il 28 aprile 1863 dall’abate Antonio Stoppani con G. De Mortillet e E, Desor (CASTELFRANCO 1913; PONTI 1896). Individuata di fronte al paese di Bodio e distante dalla riva una ventina di metri e circa 800 metri dalle altre due scoperte in successive ricerche: Desor o del Maresco a N, Gaggio –Keller a Sud. E’ una delle palafitte varesine che fu maggiormente oggetto di scavi: vi intervennero P.G. Ranchet, I. Regazzoni, B. Quaglia oltre al Maggiore A. Angelucci per conto del Museo di Artiglieria di Torino. Dice il Regazzoni che “il fondo è rilevato a guisa di monticolo sparso di ciottoli, ed i pali girano attorno a questo rialzo descrivendo come n ferro di cavallo avente il diametro di m 40 circa, E’ detta anche delle Monete in quanto nella zona vi si rinvennero oltre trecento monete di età romana (Regazzoni 1878, p.52). Dopo oltre un secolo la Soprintendenza Archeologica ha effettuato alcuni interventi subacquei di tutela nel 2005. Successive indagini subacquee effettuate nel 2006 e 2007 hanno permesso di delimitare l’area palificata dell’abitato in questione della dimensione di m 160 x 70; si sono notati diversi allineamenti di pali con diversa concentrazione di materiali ceramici e litici. I reperti recuperati sono per lo più attribuibili al Bronzo Antico; un frammento ceramico potrebbe riferirsi al Neolitico Antico. I resti lignei sinora indagati, tutti pali verticali, sono risultati in ontano (Alnus sp.) (50%), quercia (Quercus sp. sez. Robur) (44%), olmo (Ulmus sp.) (3%) e frassino (Fraxinus sp.) (3%). Neolitico Antico, Medio (VBQ) e Tardo; Eneolitico: Bronzo Antico, Medio e Finale.

Bibliography comment

STOPPANI 1863a,1863b; ANGELUCCI 1864; MARINONI 1868; ANGELUCCI 1871; MAGGI 1874; REGAZZONI 1878; PONTI 1896; CASTELFRANCO 1913; DE MARINIS 1982a; BANCHIERI 1982; BANCHIERI 1986; LORENZI 2008.