Manerba del Garda (BS) - San Sivino, Gabbiano

Country/Area

Community

Manerba del Garda (BS)

Place name

San Sivino, Gabbiano

Type of site

UNESCO-World Heritage Site (WH / S1)

Last edited by

admin

Last update

Thu, 02/19/2015 - 17:16

Responsible for site

Dott.ssa Maria Giuseppina Ruggiero
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Via De Amicis 11
20123 MILANO
Tel: 02-89400555/216
e-mail: mariagiuseppina.ruggiero@beniculturali.it

Administrative contact

Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia Via Edmondo De Amicis, 11 I - 20123 Milano
Extension (ha): 
1,85
Height above sea level (m): 
64,00

Map of pile dwelling sites

Dating text

Typological dating: Early (EB I, II) and Middle (MB I and IIA) Bronze Ages. / Datazione radiocarbonica di un palo: Birm-1001 3530 ± 50 bp

Description

This pile settlement was discovered by the Tritone Subacqua Club of Desenzano in 1971, in the locality of Gabbiano between S. Sivino and Socco. In 1978 a survey of the piles was carried out by L.H. Barfield and other prospections were conducted in 1980 by E. Pia. These investigations showed that the pile settlement extends along the lake shore for about 150 m and that the cross-section of the piles varies from 5 to 40 cm; sections of oak tree trunks 100-120 years old were used, including the bark and the central part of the tree (PIA 1986, 12). Analyses were carried out on some metal artefacts showing that a half-moon pendant and a dagger blade are of copper reduced from Fahlerz ores and that a second dagger is made of Fahlerz copper with added tin (DE MARINIS 2000, 166: analyses by Peter Northover, Oxford). Currently, the findings from the Gabbiano pile settlement are kept in several museums: the Museo Civico Archeologico (Desenzano), the Museo Civico of Manerba, and the Museo di Storia Naturale of Brescia. Other materials, from unauthorised underwater collections, are kept at the Lombardy Archaeological Superintendency (the so called “Sequestro Garro”). / La palafitta fu scoperta nel 1971 dal Tritone Sub di Desenzano, in località Gabbiano posta tra S. Sivino e Socco. Nel 1978 fu realizzato un rilievo dei pali a cura di L.H. Barfield ed altre ricognizioni furono condotte nel 1980 da E. Pia. Dalle indagini è emerso che la palafitta si estende lungo la riva del lago per circa 150 m e che le dimensioni delle sezioni dei pali variano da 5 a 40 cm; erano usate querce di 100-120 anni, delle quali era impiegata una parte del tronco con corteccia e la parte centrale dell’albero (PIA 1986, 12). I materiali recuperati (ceramica, bronzi, industria litica) documentano che la vita della palafitta si sviluppò nell’antica (BA I, II) e nella media età del Bronzo (BM I e IIA). Sono state effettuate analisi su alcuni reperti metallici: un pendaglio semilunato e una lama di pugnale risultano costituiti da rame ridotto da minerali di Fahlerz; un secondo pugnale invece è in rame di Fahlerz con aggiunta di stagno (DE MARINIS 2000, 166: analisi di Peter Northover, Oxford). Attualmente i reperti della palafitta del Gabbiano sono conservati in diverse istituzioni museali: Museo Civico Archeologico Rambotti di Desenzano, Museo Civico di Manerba e Museo di Storia Naturale di Brescia. Altri materiali, frutto di raccolte subacquee non autorizzate, sono custoditi presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (sequestro E. Garro).

Bibliography comment

BROGIOLO, MASSENSINI 1972; BORRELLO 1980; DE MARINIS 1979; BARFIELD 1980; ASPES, BARONI, 1982; CABS 1991, n. 976; DE MARINIS 2000.