Piadena (CR) - Lagazzi del Vho

Country/Area

Community

Piadena (CR)

Place name

Lagazzi del Vho

Type of site

UNESCO-World Heritage Site (WH / S1)

Last edited by

admin

Last update

Thu, 02/19/2015 - 17:16

Responsible for site

Dott.ssa Maria Giuseppina Ruggiero
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Via De Amicis 11
20123 MILANO
Tel: 02-89400555/216
e-mail: mariagiuseppina.ruggiero@beniculturali.it

Administrative contact

Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia Via Edmondo De Amicis, 11 I - 20123 Milano

Dating

Years BC

Extension (ha): 
2,77
Height above sea level (m): 
28,00

Map of pile dwelling sites

Dating text

Radiocarbon dating: 3370 ± 50 (R-667) / Datazione radiocarbonica: 3370 ± 50 (R-667)

Description

The Lucone basin lake-dwelling site was first reported in 1963, but was already known in the 19th century. The site has a unified aspect, even though five principal areas of outcropping materials are recognisable (A, B, C, D). Area A was investigated from 1965-1971 by the Gruppo Grotte Gavardo (Pietro Simoni) and subsequently various surveys were carried out. A typological analysis of the materials was made by C. Mangani, and partly published. The site seems to have had a fairly long duration from the beginning of the Early Bronze to the end of the Middle Bronze Age. In this period it underwent various topographical and structural changes. Areas B and C are only known via surface collections and there is no data on the structures of the inhabited settlement. Area B seems to have had a development similar to that of area A. Area C even revealed neolithic and enolithic materials. Area D was identified in the early 1980s and investigated in 1986 with a small trial excavation by Gabriele Bocchio (Gruppo Grotte Gavardo). During 2005-2006, the Regional Archaeological Superintendency, under the direction of Raffaella Poggiani Keller, identified the previous excavation and took new samples. In 2007, the Museo Archeologico della Valle Sabbia (Marco Baioni) resumed research in the area. Various dwellings and different dumping areas were identified. Area D consists of two separate phases datable by dendrochronology and relating to two levels, detectable in the stratigraphy. The first phase (2033 BC) ended with a fire that led to a partial collapse of the structure into the water. This caused various above-ground parts to be preserved, including an interesting beam that formed part of the roof. The Municipality of Polpenazze purchased the portions of land containing the settlements, secured funding to fence off the site, and began to exploit its full potential. During the excavations, numerous archaeological finds were recovered, including pottery, bronze and bone-horn artefacts, as well as strips of linen fabric, all preserved in the Museo Archeologico della Valle Sabbia and partly on public exhibition. This site is designated in the municipal development plan as an area of environmental protection. / L’insediamento dell’età del Bronzo dei Lagazzi è situato a sud del Vho, all’interno di una depressione morfologica posta tra le cascine Bel Giardino e Favorita e attraversata dal fosso Lagazzo. Le prime ricerche, risalenti all’Ottocento, furono condotte da F. Orefici e da A. Parazzi, il quale nel 1891 pubblicò i risultati di alcuni piccoli saggi e dello scavo di una trincea (60 x 1 m) aperta a est del fosso Lagazzo. Il rinvenimento di resti di pali ancora infitti verticalmente nel terreno e di uno spesso strato di torba sotto lo strato archeologico permisero di ipotizzare che doveva trattarsi di un insediamento di tipo palafitticolo, sorto su un piccolo bacino. Inoltre, dall’esame della stratigrafia che presentava andamento ondulato suppose l’esistenza di capanne costruite a circa m 6 di distanza l’una dall’altra. Tra il 1982 e il 1986 sono state effettuate nuove ricerche a cura della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e dell’Università di Genova per verificare le ipotesi del Parazzi e delineare le caratteristiche dell’abitato. Furono quindi aperte quattro aree di scavo e realizzati numerosi carotaggi che hanno permesso di accertare che il villaggio si sviluppava al centro del bacino idrico, su una superficie di circa 3 ettari, con aree destinate alle abitazioni, alternate a zone aperte. Le capanne, a pianta verosimilmente rettangolare, erano costruite su una piattaforma lignea sostenuta da pali verticali, in quercia, e ricoperta da uno strato di argilla: la parte inferiore delle case era costituita da muretti in argilla cruda, sui quali si impostavano le pareti lignee e il tetto. La ricchissima quantità di reperti portati alla luce permettono di collocare la vita dell’abitato tra la fine del Bronzo Antico e l’inizio del Bronzo Medio. I materiali sono conservati a Piadena e Cremona e a Roma. L’area dei Lagazzi, dichiarata dalla Regione Lombardia 'Monumento Naturale', è stata oggetto di un’azione di valorizzazione sia per gli aspetti naturalistici che archeologici ed è visitabile nei mesi primaverili ed estivi.

Bibliography comment

SIMONE 1982; SIMONE, TINE' 1983, 1984, 1985, 1986, 1992, 1996.