Polpenazze del Garda (BS) - Lucone

Country/Area

Community

Polpenazze del Garda (BS)

Place name

Lucone

Type of site

UNESCO-World Heritage Site (WH / S1)

Last edited by

Maria Giuseppin...

Last update

Mon, 02/22/2016 - 14:43

Responsible for site

Dott.ssa Maria Giuseppina Ruggiero
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Via De Amicis 11
20123 MILANO
Tel: 02-89400555/216
e-mail: mariagiuseppina.ruggiero@beniculturali.it

Administrative contact

Soprintendenza Archeologia della Lombardia Via Edmondo De Amicis, 11 I - 20123 Milano
Extension (ha): 
7,66
Height above sea level (m): 
252,00

Map of pile dwelling sites

Dating text

Area D correlates with the Garda 1 curve, middle curve of 17 samples showing three settlement phases between 2033 and 1969 ± 10 BC (MARTINELLI 2005). New dendrochrological datings are in progress. / Per l'area D datazioni correlate a curva Garda 1, curva media costituita da 17 campioni con tre fasi di abbattimento tra il 2033 a.C. e il 1969 a.C. ± 10 (MARTINELLI 2005). Nuove datazioni dendrocronologiche in corso.

Description

The Lucone basin lake-dwelling site was first reported in 1963, but was already known in the 19th century. The site has a unified aspect, even though five principal areas of outcropping materials are recognisable (A, B, C, D). Area A was investigated from 1965-1971 by the Gruppo Grotte Gavardo (Pietro Simoni) and subsequently various surveys were carried out. A typological analysis of the materials was made by C. Mangani, and partly published. The site seems to have had a fairly long duration from the beginning of the Early Bronze to the end of the Middle Bronze Age. In this period it underwent various topographical and structural changes. Areas B and C are only known via surface collections and there is no data on the structures of the inhabited settlement. Area B seems to have had a development similar to that of area A. Area C even revealed neolithic and enolithic materials. Area D was identified in the early 1980s and investigated in 1986 with a small trial excavation by Gabriele Bocchio (Gruppo Grotte Gavardo). During 2005-6, the Regional Archaeological Superintendency, under the direction of Raffaella Poggiani Keller, identified the previous excavation and took new samples. In 2007, the Museo Archeologico della Valle Sabbia (Marco Baioni) resumed research in the area. Various dwellings and different dumping areas were identified. Area D consists of two separate phases datable by dendrochronology and relating to two levels, detectable in the stratigraphy. The first phase (2033 BC) ended with a fire that led to a partial collapse of the structure into the water. This caused various above-ground parts to be preserved, including an interesting beam that formed part of the roof. The Municipality of Polpenazze purchased the portions of land containing the settlements, secured funding to fence off the site, and began to exploit its full potential. During the excavations, numerous archaeological finds were recovered, including pottery, bronze and bone-horn artefacts, as well as strips of linen fabric, all preserved in the Museo Archeologico della Valle Sabbia and partly on public exhibition. This site is designated in the municipal development plan as an area of environmental protection. / Il bacino del Lucone è stato segnalato nel 1963, ma era già noto nell’800. Il sito si presenta unitario, anche se si riconoscono cinque principali zone di affioramento di materiali (A,B,C,D). L'area A è stata indagata dal 1965 al 1971 dal Gruppo Grotte Gavardo (Pietro Simoni) e, successivamente, vi sono stati organizzati vari surveys. Un’analisi tipologica dei materiali è stata effettuata da C. Mangani e in parte edita. Il sito sembra aver avuto una vita piuttosto lunga dal Bronzo Antico iniziale al Bronzo Medio avanzato, durante la quale ha subito varie modifiche di tipo topografico e strutturale. Le aree B e C sono conosciute solamente attraverso raccolte di superficie e non vi sono dati riguardanti le strutture d'abitato. La prima sembra avere avuto uno sviluppo simile a A. L'area C ha restituito anche materiali neolitici ed eneolitici. L'area D è stata individuata nei primi anni ’80 e indagata con un piccolo saggio nel 1986 da Gabriele Bocchio (Gruppo Grotte Gavardo). Nel biennio 2005-6 la Soprintendenza, sotto la direzione di Raffaella Poggiani Keller, ha rintracciato il precedente scavo e ha operato nuove campionature. Nel 2007 il Museo Archeologico della Valle Sabbia (Marco Baioni) ha ripreso le ricerche nell'area. Sono stati individuate varie strutture abitative con diversi punti di scarico dei materiali. L'area D è caratterizzata da due fasi distinte riconoscibili attraverso la dendrocronologia e corrispondenti a due livelli identificabili nella stratigrafia. La prima fase (2033 a.C.) è terminata con un incendio che ha in parte provocato il crollo della struttura nell'acqua. Ciò ha permesso la conservazione di vari elementi dell'alzato, tra cui un interessante trave pertinente al tetto. Il Comune di Polpenazze ha acquistato i mappali interessati dall’insediamento e ha ottenuto finanziamenti per recintare il sito e avviarne la valorizzazione. Negli scavi sono stati recuperati numerosi reperti archeologici, tra i quali oggetti in ceramica, terracotta, bronzo e osso-corno, nonchè lacerti di tessuto di lino, conservati e in parte esposti nel Civico Museo Archeologico della Valle Sabbia. Zona di rispetto è corrispondendente ad area con tutela ambientale recepita dal piano regolatore.

Bibliography comment

FILIPPINI 1966; FUSCO, SOFFREDI 1965; SIMONI 1965, 1966; SOFFREDI 1966; SIMONI 1967; SOFFREDI 1967; SIMONI 1969; GUERRESCHI 1980-81a; BORGHESANI, GAGGIA 1980; GUERRESCHI 1982a; BOCCHIO 1987, 1988; POGGIANI et alii 2005; BAIONI at alii 2005.