Viverone (BI)/Azeglio (TO) - Vi1-Emissario

Country/Area

Community

Viverone (BI)/Azeglio (TO)

Place name

Vi1-Emissario

Type of site

UNESCO-World Heritage Site (WH / S1)

Last edited by

admin

Last update

Thu, 02/19/2015 - 17:16

Responsible for site

Responsibility unknown. Please contact Swiss Coordination Group UNESCO Palafittes.

Administrative contact

Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte Piazza San Giovanni, 2 I - 10122 Torino
Extension (ha): 
5,86
Height above sea level (m): 
230,00

Map of pile dwelling sites

Dating text

Datings from comparisons with archaeological remains and partially from radiometric dating of a small number of piles / Datazioni da confronti con i reperti archeologici e parziali da radiometria C14 di pochi pali.

Description

The Vi1-Emissario site is located on the shallow bottom of the western part of the Lake Viverone (a large infra-morainic lake), at a depth of 2 - 3 metres, 70 metres from the only artificial emissary, and is crossed by the municipal boundary line separating Viverone and Azeglio (and which corresponds to the borders of the provinces of Biella and Turin). The protected areas are SIC no. IT1110020 Lago di Viverone (this area includes the archaeological sites) and SIC no. IT1130004 Lago di Bertignano. The site was discovered in 1971 by G. Giolitti, an amateur diver who later, as an honorary inspector for the Piedmont Archaeological Superintendency and assisted by other divers, recovered several thousand ceramic finds and more than two hundred bronze artefacts. Beginning in 1977, L. Fozzati carried out the Superintendency’s own research, surveying the site and taking a core sample. The main phase of occupation is in the Middle Bronze Age (1650-1350 BC.), particularly in the middle phase (1550-1400 BC), but the site was frequented in the Middle Neolithic (early fifth millennium BC) and there was a phase of reoccupation in the Early Iron Age (1050-1000 BC). The finds in the Giolitti collection were studied in a recent PhD thesis (Rubat Borel 2009). The site contains about 5000 piles, forming a circular settlement 70 m in diameter, connected to dry land by a path 50 m long that extends within two recognisable palisades surrounding the settlement; the settlement is laid out with quadrant-shaped structures and rectangular pluri-naved huts. Approximately 90% of the finds are referable to the Middle Bronze Age; comparisons with similar villages in western Switzerland would suggest a date for this preserved settlement at the midpoint of the second millennium BC. There is an abundance of metal artefacts (weapons, personal ornaments, utensils), and remains of horse bones (the presence of horses is reconfirmed by a bronze bit). This village is the site of the eponymous BM2 (north-western Italy) cultural facies. The Middle Neolithic phase is attested by two square-mouthed vases, and the Final Bronze phase by bronze pins and ceramics that can be culturally situated in HaB1, ancient north Alpine. In the absence of published absolute datings (although a first C14 date for one pile appears to suggest a chronological period spanning the mid-third millennium), comparisons are invited with north Alpine lake villages of the third millennium BC. / Il sito Vi1-Emissario è posto sui bassi fondali occidentali del Lago di Viverone (ampio lago inframorenico), a una profondità tra i 2 e i 3 m, a 70 m dall’unico emissario artificiale, spartito dal confine comunale tra Viverone e Azeglio (corrispondente ai confini provinciali di Biella e Torino). La zona di rispetto corrisponde alle aree protette SIC n. IT1110020 Lago di Viverone (nell’area comprende i siti archeologici) e SIC n. IT1130004 Lago di Bertignano. Fu scoperto nel 1971 da G. Giolitto, subacqueo dilettante, che in seguito come ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, avvalendosi di altri subacquei, recuperò alcune migliaia di reperti ceramici, oltre duecento reperti bronzei. A partire dal 1977 la Soprintendenza ha svolto direttamente le ricerche, con il rilievo del sito e un sondaggio condotti da L. Fozzati. La fase principale di occupazione è nel BM (1650-1350 a-C.), soprattutto nella fase centrale (1550-1400 a.C.), ma si ha una frequentazione nel Neolitico medio (prima metà V millennio a.C.) e una fase di rioccupazione nel BF (1050-1000 a.C.). I reperti della raccolta Giolitto sono stati studiati in un recente dottorato di ricerca (Rubat Borel 2009). Il sito conserva circa 5000 pali, formanti un abitato di forma circolare, di 70 m di diametro, collegato a terra da un sentiero di 50 m; si riconoscono due palizzate che cingono l’abitato, all’interno del quale il sentiero prosegue e si dispongono strutture a quarto di cerchio e capanne di forma rettangolare a più navate. Il 90% circa dei reperti è riferibile al BM e i confronti con analoghi villaggi della Svizzera occidentale portano a datare l’abitato conservato alla metà del II millennio a.C. Si segnala la grande abbondanza di reperti metallici (armi, ornamenti personali, utensili), e di resti ossei di cavallo (presenza ribadita da un morso in bronzo). Il villaggio è il sito eponimo della facies culturale del BM2 dell’Italia nordoccidentale. La fase di Neolitico medio è attestata da due vasi a bocca quadrata; la fase di Bronzo finale da spilloni bronzei e ceramiche inquadrabili culturalmente all’HaB1 antico nordalpino. Siti associati: Vi2-Sant’Antonio (Azeglio), abitato a 500 m a sud da Vi1-Emissario, si riconosce una passerella e quattro capanne; non sono stati recuperati materiali archeologici; in assenza di datazioni assolute edite (una prima data C14 da un palo sembra comunque indiziare un arco cronologico a cavallo della metà del III millennio), si propongono confronti con i villaggi perilacustri nordalpini del III millennio a.C. Vi4-Masseria (Viverone), campo di pali, non rilevato, si conserva un nucleo di selce e un frammento di piroga. Vi6-Riva del Clerico (Piverone-Viverone), campo di pali, non rilevato. Bertignano (Viverone), piccolo lago inframorenico, nel 1912 e 1978 vi furono scoperte due piroghe monossili, integre, datate con radiometria C14. Reperti conservati presso il Museo di Antichità di Torino - Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, e Museo del Territorio Biellese.

Bibliography comment

FOZZATI, NISBET 1982; FOZZATI 1983; FOZZATI, FEDELE 1983-84; DEL LUCCHESE, DE MARINIS, GAMBARI 1991-92; FOZZATI 1995; FOZZATI 1998; GAMBARI 1998a; GAMBARI 1998b; BERTONE, FOZZATI 2004; GAMBARI 2004a; GAMBARI 2004b; RUBAT BOREL 2006a; RUBAT BOREL 2006b; RUBAT BOREL 2009.